Contrucci, Pietro, Italian cleric and politician (1788-1859). Autograph letter signed.

[Pistoia], 7 [Jan.] 1853.

Large 8vo. 3 pp. on double leaf. With autograph address.

 180,00

A "Matteo Trenta, Lucca". Nella lettera, molto confidenziale, Contrucci si rivolge alt' "amico mio dolce" dicendosi prima di tutto felice di avere ricevuto notizie da Trenta, che suppone in miglior salute. Egli spedisce insieme im "opuscolo" di cui racconta usando molte metafore la storia: "Cosa sia riuscito questo parto senile, vedrai. Alla infelicità del concepimento e del 'parto' si unirono le sofisticherie, gli scrupoli, le paure dei medici assistenti, della balia e financo delle ultime serventi. Chi diceva: è troppo rosso, chi troppo nero, chi troppo pallido; taluno temeva che gli fosse chiuso sul muso la porta di chiesa e rifiutato il battesimo, talaltro lo voleva più corto, alcuno più lungo, alcuno più grasso altri più magro; e tutti voller porvi le mani a rastazzonarli un po' ora il muso ora la persona le braccia le gambe e presso che ogni membro. Il povero padre prova li a vedere quella faccenda per lui nuova. Per poco stette che sebbene fatto flemmatico dalle sventure e dagli anni non perdesse con la pazienza l'amor paterno e imitasse Saturno. Ma perché altri avevo annunziato già la gravidanza, e in molti era desiderio vederne l'esito [...] raccoltolo alla meglio e racconciato lo fidò al balio augurandogli almeno comune se non felice ventura". L'ultima parte della lettera è dedicata allo stato dì salute del destinatario: "Tra i dispiaceri continui della vita, acerbissimo sento quello che mi viene dalla tua poca salute, così buono di cuore, egregio di mente, così abile e disposto all'insegnamento, così giovane e voglioso di del bene in tempi tanto stremi di virtù e poveri di sapere quanto orgogliosi e vacui, è un doloroso pensiero all'animo mio, sebbene io ti conosca maggiore del male che ti tormenta. Voglio e mi giova sperare che la gioventù, la cura e Dio verranno in soccorso di perfetta guarigione; che potrai ripigliare gli uffici a benefizio della società e della patria. Nelle mie molte e lunghe malattie ho trovato principalissimo rimedio in me stesso. La fortezza dell'animo e la imperturbabilità anco negli estremi. Questo dico a conforto tuo non a vanto di natura mia [...]".

Un' annotazione in calce alla terza pagine ci informa che il libro di cui si parla è la biografia di Niccolò Puccini e Matteo Trenta morì il 19 di marzo del 1856.

Small defect on f. 2 from opening the letter (no loss to text).

From the collection of Eduard Fischer von Röslerstamm (1848-1915).

Art.-Nr.: BN#25390 Schlagwort: